Performer e artista, nasce a Hangzhou, Cina, il 26 marzo 1998.
La sua ricerca artistica è orientata alla creazione di una nuova “lingua” performativa che
trascende estetiche, culture e lingue preesistenti. Per creare questa lingua è necessario
rompere con quelle già stabilite. Come scriveva Marx nel Manifesto Comunista: “Il comunismo abolisce le verità eterne, abolisce la religione, la morale, non le innova.” Attraverso le sue performance, Yuan sperimenta continuamente i confini del “parlare”: come aprire la “bocca”, emettere un suono, rivolgersi agli altri, creare un “paesaggio” poetico disordinato.
La “lingua” che ne deriva può essere grammaticale o sgrammaticata, balbettante o fluida, corporea o immobile, musicale, rumorosa, provocatoria o poetica, assumendo talvolta la forma di una dichiarazione politica, di una maledizione o di un incantesimo.
Dal 2021 consegue la Laurea Triennale in Arti Visive – Pittura, Accademia di Belle Arti di Firenze (2018-2021), la Laurea Triennale in Arte Terapia, Centro Europeo di Arte Terapia, Firenze (2021-2024), la Laurea Magistrale in Arti Visive – Pittura, Accademia di Belle Arti di Venezia (2021-2024) e prosegue gli studi per la Laurea Magistrale in Studi Teatrali e Arti Performative, Università IUAV di Venezia (2023-).
La sua formazione accademica non mira a produrre una figura professionalmente educata, bensì è orientata a riconoscere, assimilare e successivamente rompere il sapere acquisito, per riassemblarlo in un linguaggio personale fatto di frammenti, caratterizzato da ritmi, fluidi, infantili e fragili. La sua crescita in Cina contribuisce a conferire alla sua arte performativa un “dialetto” e un “accento” unici, radicati nell’ambiente familiare (cresciuto in una famiglia di praticanti della medicina tradizionale cinese con legami politici al Partito Comunista Cinese).
Questa identità complessa si traduce in una performance che è memoria, riflessione e
ambiguità. Yuan utilizza abitualmente danza, canto (in x lingue, inclusa l’opera Yue, dialetto… ), installazioni e movimenti corporei, ma è sempre alla ricerca di nuove forme performative quotidiane e insolite, per esempio: il massaggio tradizionale cinese reinterpretato in chiave artistica, poetica e critica verso la medicina occidentale.