
Perda Sonadora scioglie gli ormeggi da Seneghe e dalla Sardegna e si prepara a un nuovo viaggio: quello verso la ventitreesima edizione del Cabudanne de sos Poetas, che vivremo insieme a tuttə voi dal 24 agosto al 5 settembre 2027.
Nei mesi che ci separano da quelle giornate solcheremo i mari dei libri appena pubblicati e di quelli che ci accompagnano da tempo. Incontreremo voci, attraverseremo storie e seguiremo rotte ancora sconosciute, alla ricerca di ciò che possa ricondurci a Seneghe con uno scrigno colmo di poesia, pensiero, visioni, amori e autorə da farvi conoscere di persona.
Il mare è grosso, lo sappiamo. E noi arriviamo da un’edizione intensa, bellissima e faticosa, un po’ acciaccatə ma ancora capaci di immaginare. Soprattutto, ancora convintə che il Cabudanne 2027 saprà sorprenderci e renderci felici.

Dentro le maglie del nostro percorso biennale, il tema rimane lo stesso: SGUARDI MERIDIANI.
Continueremo a rivolgere lo sguardo verso Sud. Un Sud aperto, plurale e senza confini precisi: luogo reale e immaginato, spazio di incontro e di conflitto, punto di partenza e possibilità di ritorno. Un Sud che, attraversando il Mediterraneo, speriamo possa indicarci una strada verso casa.
Come ogni anno, ci affideremo alla poesia. Alla poesia scritta, recitata, cantata e disegnata. Alla poesia che prende corpo sulla scena, che diventa musica, immagine, gesto e relazione. E anche a quella cucinata dalle mani sapienti delle nostre amiche e socie, che ogni anno impastano acqua e farina, custodendo un sapere antico e collettivo.
Perché anche quella è poesia, care amiche e cari amici. Forse è proprio quella che racconta meglio il nostro Cabudanne: una comunità che si ritrova, condivide il lavoro e trasforma la cura in una festa. Settembre, in fondo, è questo: un tempo di raccolta e di rinascita.
Il Cabudanne tornerà dunque a navigare nel Mediterraneo per ascoltare, accogliere e custodire storie e poesie. Lo farà con la speranza che il 2027 sia un anno diverso, capace di portare buone notizie, nuove possibilità e un po’ di luce dentro il tempo difficile che stiamo attraversando.

PER COMPIERE QUESTO VIAGGIO ABBIAMO BISOGNO DI TUTTƏ VOI.
Abbiamo bisogno dei vostri consigli, delle vostre idee, del vostro lavoro, del vostro sostegno economico, delle vostre mail e dei vostri messaggi. Abbiamo bisogno della presenza di chi continua a credere che la cultura possa essere uno spazio libero, accessibile e condiviso.
Noi proveremo, come sempre, a fare la nostra parte. Non saremo perfettə e forse non riusciremo a fare tutto nel migliore dei modi. Ma siamo questo: un’associazione indipendente e ostinata, sempre in mezzo ai venti, che continua a scegliere il mare aperto invece del porto sicuro.
Ora si parte.

Nei prossimi mesi sentirete parlare di noi. Intanto, rimettiamo nelle vostre mani il nostro Manifesto: fino al 2027 sarà la nostra bussola, la nostra rotta e la nostra mappa di libertà.
Lentezza e misura: la poesia privilegia ritmo, pausa, ascolto, e esercizio di “misura” contro la velocità produttivistica.
Etica del limite: forme di ascolto, attenzione al dettaglio e al finito: un dire che non colonizza, ma accoglie.
Mediterraneo come ponte: la poesia è passaggio e dialogo tra sponde, memoria e lingue, pratica di traduzione e ospitalità.
Confine come luogo di scambio: il verso abita sulle frontiere, attraversandole, trasformandole in spazi relazionali.
Pluralità delle modernità: molte voci e idiomi, la poesia legittima periferie, dialetti, minoranze.
Convivialità e prossimità: oralità, lettura condivisa, ascolto reciproco, la parola come bene comune.
Ecologia dell’attenzione: contro il rumore, cura del silenzio e del paesaggio, dei ritmi e dei luoghi.
Memoria e futuro: custodire la tradizione mediterranea – i suoi miti e il lavoro del mare – e reimmaginarla in chiave contemporanea.
Politica dell’ascolto e della lettura: poesia come pratica civile che orienta lo sguardo sul sud del mondo e su nuove forme di crescita collettiva.
Il viaggio continua: buon vento a tuttə!









